18/11/2009

TRANSrapid S.n.c. (SS) - Lokomotiv S.P.A. 2-1

Reutellȅn – Per la terza volta consecutiva “Morre & Serri” ottengono i tre punti in cambionato. Questa volta gli sconfitti non sono i soliti cenerentoli del girone, bensì a pagare dazio è la stratosferica capolista. Il merito va a un atteggiamento propositivo, aggressivo, della squadra che fronteggia bene i “ferrovieri”, forti in tutti i settori, con giocatori tecnicamente validi (tutti!), dotati di corsa, piedi buoni, e una muta di uno scandaloso color rosso luccicante degna di una pulminata de “Gli Stronzoni”.

L'arbitro, orbo, svogliato, e stanco di muoversi, sbaglia da subito. Già nell'appello. Per prima cosa parte in ordine alfabetico al contrario. Ma resosi conto dell'errore prova a rimediare chiamando invece che Serri, il nome Berri, nome che tipicamente occuperebbe i primi posti in ordine alfabetico. Ma non serve cambiare il cognome. Il nostro cyborg si dimostra implacabile come al solito. Negli spogliatoi chiarezza su quanto si deve fare, concentrazione massima, casco in testa, luci accese, anche di giorno, e prudenza, sempre!...

La formazione è messa così da Moreno P., la A.C.D.”Morre & Serri” scende in campo con un 4-4-2: 1.Mucci 2.Tone 3.Paolo 4.Coach 5.Lotti 6.Serri 7.Pippi 8.William 9.Ivano 10.Moreno F. 11.Cesco (utilizzando la numerazione classica da 4-4-2). Quindi viene riproposto in avanti lo “smaronatore di gol”, in coppia con Moreno F., che però si scambia con Villiam di Savoia. Quindi la effettiva coppia di attacco pare essere composta dal duo “vecchio” Bonini I. Bonini V. che in due fanno l'età media di vita di una sequoia.

E non sembra in palla il “duo brizzolato” li davanti, con V. che ad ogni errore invece di lottare si sbraccia quasi in segno di resa (l'impressione da fuori è quella), e I. che ha la mente collegata con TELE+1 e gioca come fosse in serie A, di prima, facendo le giocate sui piedi di un compagno di squadra ipotetico (di serie A) che ancora non è arrivato sul pallone. Cosi il gioco deve passare dai piedi più graziati e graziosi di Morre, che comunque predica in un deserto fatto di oasi brizzolate. Sono gli ospiti inizialmente a mettere sotto pressione la coppia di casa, e creano alcune occasioni pericolose. Clamoroso il pallonetto del giocatore a tu per tu con Mucci che scavalca la rete di protezione. L'arbitro agevola gli ospiti non segnalando evidenti fuorigioco. In uno di questi gli avversari creano una importantissima occasione. Passaggio lungo sulla sinistra. La fuga sulla fascia dell'avversario è accompagnata dal vocìo delle proteste locali che inducono l'arbitro a prendere la decisione corretta, favorevole ai locali, di un fuorigioco nel secondo passaggio verso il centro dell'area per la punta che insacca. Gol agnullado. Nel primo tempo l'Olimpia crea qualche timida occasione, e passa. Azione che si porta avanti dal centro-sinistra (…) palla allo “smaronatore di gol” che questa volta, freddo, stoppa il pallone vicino al limite dell'area, leggermente defilato a sinistra, e scarica un tiro che si insacca alla destra del portiere, dopo una leggera deviazione. 1-0. “Morre & Serri” si portano in vantaggio sugli ospiti. La partita è tirata, la caratura delle squadre in campo è più alta del solito. Ci vorrebbe una TV locale a riprendere questo zoco più o meno fluido e veloce. L'Olimpia è in HD. Non c'è bisogno del digitale terrestre. I Marrazzo boys si possono vedere a gratis, basta presentarsi sul “rivasso” che fa da confine al campo, in curva “Asilo”, e cominciare a offendere sia l'avversario, che i giocatori dell'Olimboa. Half time. Tutti a bere un tè caldo al circolo Tina&Eriberto, mentre i caldi tifosi evitano di raffreddarsi accendendo in continuazione le paglie/stufa portate per l'occasione.

Il secondo tempo di nuovo vede protagonista l'arbitro, molto inglese, che non fischia mai fallo ad ogni contatto. Su di lui il tè caldo ha avuto l'effetto di assopimento. Meno voglia di prima. Più scazzato, degno del “fatto” della settimana. Dopo un primo tempo durato pochissimo, si aspetta una lunga agonia per lui nel secondo. Episodio che accende la partita: palla ai “rossi”, arriva alla punta che si defila verso sinistra proteggendo il pallone al limite dell'area nell'incrocio con la riga di fondo. Arriva Tone per chiudere lo spazio. L'avanti rosso è bravo a difendere palla e a incunearsi tra Tone e la linea di fondo, cosa che cercava, per poi lasciarsi cadere a pera andando in contrasto col nostro difensore. Qui sbaglia il nostro capitano a lasciare spazio da quella parte (tra l'altro la sua DESTRA). Rigore. Generosissimo, quasi regalato. Mucci spiazzato, 1-1. La “Morre & Serri” non demorde, non si siede, e continua ad attaccare, e a subire, ad attaccare, e a subire...abbastanza sterilmente. Occasione più grande per i ferrovieri. Cross dalla destra, palla al centro, di testa ci arriva “O'Coach” che colpisce la palla, ma verso la porta difesa da Mucci. La palla sta per finire all'angolino destro. Ma superMucci, con una mezz'oretta di ritardo, ha un colpo di reni incredibile e devìa la palla sul palo, con un tuffo elastico. La palla rimbalza verso il centro della porta. Nel frattempo stanno accorrendo Tone e l'avversario sulla bòla che danza sulla linea di porta. chi arriverà per primo sulla bBbBbòla?.... lo scoprirete nella prossima puntata... to be continued... ta na na na na na … Batmaaaan! Sbang...Crash...Who..Cccp...Punf...Pdell... è poprio il paladino della giustizia Rotegliese che arriva per primo, BatTone anticipa il male e scaraventa la palla in chiesa. Risultato salvo, BatTone e Robin Mucci salvano così una situazione che si stava mettendo male per mano di Joker-Coach. Il comandante Moreno O'Hara può stare tranquillo con due così in paese.

La svolta è l'espulsione dei “rossi”: Olimpia in area, palla ferma calciata dagli ospiti. Recupera palla la A.C.Morre&Serri e un lancio lungo fa scattare un contropiede furente. Alle supera la metà campo e insegue il pallone, lo raggiunge, e lo porta avanti. Solo un difensore lo segue e lo atterra da dietro, ultimo uomo, chiara occasione: espulso. Mille proteste, e pubblico che si scalda. Ora Olimpia che imposta e ferrovieri in contropiede. L'episodio chiave verso la fine. Fallo sulla trequarti, posizione leggermente defilata verso destra. Sul pallone Serri e Tone. Và Tone. La palla è calciata con potenza verso il centro dell'area. È rasoterra. Colpisce un avversario che non riesce a rinviare. Qualcuno cicca il pallone. Un po di confusione e la palla arriva sui piedi di Alle che insacca da distanza ravvicinata. 2-1. GOOOOOOOOOOOOOOooolazo!!!... risultato in cascina, la capolista è fermata. Nel recupero poco altro. Vittoria importante e per una volta le cose son girate per il nostro verso, nonostante l'arbitro abbia provato, regalando un rigore, a far perdere la A.C.D. Morre & Serri. W l'Olimpia.


Le godurie di Pepito Sbazzeguti:


MUCCI 8: Prestazione sensazionale per il portierino proveniente dal settore giovanile. Inoperoso per quasi tutta la partita, dove si destreggia in ottime uscite e perfetti rinvii a sercare le nostre bunde. Nel secondo tempo dimostra tutta la sua classe. Para due incredibili bordate di tuffo con due splendidi colpi di reni, segno che è un portierone. Inoperoso per tutta la partita ma quando viene chiamato in causa risponde alla grande. Ieri ha salvato il risultato ben due volte, con due parate pazzesche. E’ un arma in più per l’Olimpia. Si deve arrendere alla Lokomitiva solo su rigore, per giunta inesistente. RAGNO NERO

TONE 6.5 : Partenza difficile per il nostro capitano. Nei primi 15 minuti è in totale affanno, in totale banana. Non riesce a prendere le misure all’avversario che è molto veloce e molto rompicoglioni. Soffre di acciacchi alla schiena e a una coscia, segno che sabato pomeriggio aveva praticamente giocato anche lui nella partita di rugby dell’Italia contro la Nuova Zelanda. Si sveglia improvvisamente a metà primo tempo ricordandosi di essere un giovane balilla. Dimentica così gli acciacchi e qualunque menatina. Si ritrasforma in gladiatore. GladiaTone per l’occasione. Da questo momento per l’avversario è difficile superarlo. Causa il fallo in area che comporta il rigore, fallo che in realtà ha visto solo l’arbitro orbo. The Captain gioca quindi acciaccato ma mai rassegnato alla sconfitta. Lotta e picchia come PRIMO CARNERA

SERRI 6.5: Partita da centrale per il cyborg. Doveva ripetersi in mezzo al cambio ma la defezione di Zar Checco lo costringe ad arretrare il suo bacino (delizioso). Prestazione fatta di sostanza e tanta generosità. Non lo supera nessuno. Nessuno osa ridicolizzarlo con dribbling, nessuno è più veloce del Cyborg e dire che ieri sera gli addaggandi avversari erano molto veloci, forti sia fisicamente che tecnicamente ma il ciborg è un mostro. Nessun avversario può divertirsi contro di lui. A fine partita dichiara di essere per la prima volta stremato, colpa (in realtà come lui stesso ha ammesso è un merito) del weekend molto alcolico che ha trascorso. E’ entrato completamente nello spirito Olimpia. Fortissimo in campo e una bestia a tavola. SIGAIA

LOTTI 6.5: Membro del settore giovanile membro dell’A.S.C.R. (Associazione ti Spacco le Caviglie Roteglia) ha un membro da competere con Bino. Torna a giocare centrale difensivo dopo aver militato in fassia nelle ultime partite. Anche lui come il Cyborg ha molto da lavorare perché gli avversari sono molto bravi ma non sfigura e non rischia nulla. Nel primo tempo anticipa il nemico con una stupenda scivolata. Cresce di partita in partita. Venerdi notte era in forma splendida. SBROGNO

PAOLO 7.5: Fantastica prestazione per il terzino rubato al circo di Hollywood. Corre, recupera, scalpita, si aggiusta la chioma, fa spallate e non si fa mai saltare dall’avversario. Sovrasta tutti i lokomotivini che erano molto veloci. Partita impeccabile per il fratello di Rillo, dove non sbaglia un passaggio, non sbaglia un appoggio , non sbaglia un recupero. E’ diligentissimo, sempre preciso e puntuale nelle chiusure. E’ un elemento preziosissimo nella difesa olimpica. Sta diventando maestoso. Speriamo solo che le case cinematografiche non se lo vogliano riprendere. TOM BIRINDELLI

COACH 6.5: Il mastino di Posillipo gioca in mezzo al campo,praticamente da solo. E’ felice di poter essere da solo così non si deve perdere in troppe chiacchere con i compagni. Lui odia le chiacchere inutili. Recupera tantissimi palloni. Le locomitive sono spesso in numero maggiore in mezzo al campo ma O’Coacc non si scoraggia e sradica tantissimi palloni tra le caviglie appetitose degli avversari fighini. Esce al secondo tempo stremato dalla fatica, infatti ha corso come un forsennato. PIEDONE

PIPPI 6: Prestazione un pò al di sotto della sua qualità anche se merita ampiamente la sufficienza. Ezequiel è un po’ leggerino sia nei contrasti che negli stop. Si vede che sente la mancanza della sua Argentina adesso che qui sta arrivando il freddo mentre là è piena estate. Nel contesto però la sua partita non è da bocciare, perché ha corso tantissimo e cercato di giocare il balone con i compagni. Si vede che ha voglia di indossare lo snow e scorazzare a suon di bombardini su e giù dalle montagne. FRIVOLO

CESCO 6.5: Il fringuello di fassia, gioca terzo laterale siniztro nel centro cambio a tre di Mister Palacio. Corre tantissimo anche se è troppo lasciato solo dai compagni, non viene mai cercato e dire che quando ha la bola tra i piedi è un satanasso. Dribbla come un furetto, gli avversari non gli stanno mai dietro. Tecnicamente è molto forte, il vizio del cross però proprio non riesce ad averlo. Pazienza, prima o poi anche lui crosserà. Termina la partita stremato e con un acciacco ma non si arrende mai, dai suoi piedi nascono sempre giocate sopraffini. Peccato che indossi un paio di calze inguardabili, che costringono i compagni a prenderlo in giro a più riprese. Nello spogliatoio la gente mugugnava perché non voleva giocare con uno che indossasse un tale scempio di calzettoni. Te le ha consigliate BOMBETTA

MORRE 7.5: Ottima prestazione per l’ugola d’oro. Doveva fare la seconda punta ma in realtà gioca a centrocampo aiutando il coach. Con la palla tra i piedi è un fenomeno, è impossibile per i Comunist rubargli la bola. Anche fisicamente sovrasta tutti. Compie giocate spettacolari, mai banali. L’avverzario spesso deve fermarlo in modo falloso perché è imprendibile. Si sacrifica a tutto campo per la causa Olimpia, ormai gli scorre Olimpia nelle vene (oltre a Campanone). E’ l’anima e il fulcro della squadra, tutte le azioni più importanti passano dai suoi piedi. Gli manca solo il gol e se si mette anche a bollare può diventare una goduria pazzesca. SAVICEVIC

VILLIAM 6: Villiam di Savoia torna a giocare dopo l’esilio in Spagna durato aimè solo una settimana. Il reale sfoggia guantini degni del miglior Gimmi e improbabili scarpini che lo fanno precipitare sempre per terra. Darà la colpa a questi per la sua prova leggermente opaca rispetto alle sue ultime prestazioni. Nel contesto non gioca male, cerca spesso il cuginetto Ivagno ma troppe volte si sbraccia come in segno di resa invece che inseguire il pallone. Se continuerà a sbracciare in questo modo Mister Palazzi da Predappio sarà costretto a ricongelarlo per ripresentarlo nel 2050. SANGUE BLU

IVANO 7.5: Il miccoli magro è tornato. Si è risvegliato il cobra. L’istinto d’assassino d’area gli è ritornato. Finalmente si sblocca Divano Armandus Boninus. Apre le marcature con un tiro dal limite dell’area, deviato da un difensore lokomotivetto. Ha finalmente superato il suo problema. Dopo la rete è anche più calmo e meno nervoso del solito. Corre tantissimo per tutta la partita, sfiancandosi e sfiancando le bunde avversarie. Nel primo tempo cerca troppe volte giocate da giocatore professionista di serie A dimenticando di essere anche lui uno scarpazzone come i suoi compagni. Nel secon time capisce che per aiutare i compagni deve gestire mejo er balone così inizia a fare due-tre tocchi. Con Ivanino sbloccato l’Olimpio può iniziare a sognare. Finalmente si è sbloccato O’SATANASSO


Entrati dalla taverna grapposa di Gimmi:


ANGELO 6.5: Suor Angela entra nel secondo tempo per uno spossato Pipino. Galvanizzata dalla possibilità di giocare lungo la fascia vicina all’asilo e quindi alle sue colleghe suorine può svolgere due compiti: uno quello di gioucare al calcio (sport praticato anche in convento) e l’altro di poter controllare e ammirare il ricco prelato del rigoglioso paesello. Diventa subito pericolosa con un tiro cross che quasi si insacca alle sballe del pordiere. Questi è costretto a buttare la pala sopra la traversa regalandoci un importantissimo calcio di corner. L’apporto della suorina risulta essere migliore e più incisivo rispetto a Lavezzi. La clausura forzata le sta facendo bene. IMMACOLATA

ALLE 7.5: Anche long John si è sbloccato, con un pregevole gol. Non si limita a segnare l’importantissimo gol del 2-1 ma con una azione di contropiede, dove difende egregiamente il galone, costringe il malcapitato 5 affersario al fallo. Gesto che costerà a questi l’espulsione. Segna un gol e fa espellere un’uomo, questo è il massimo per un addaggande. Sta ritrovando anche la sua grinta. Sta tornando ai suoi livelli, quelli che l’anno scorso l’avevano inserito nel preziosissimo taccuino del famosissimo osservatore PALAZZINA

PALLINO 6.5: Il ragazzo di Concordia entra e si posiziona in fascia destra. Eccitatissimo dal fatto che dietro di lui ha la sua cotta Tone,corre e scalpita come un puledrino innamorato. Da quando entra in campo, sulla fascia destra la rudezza fa da padrona. Sempre deciso negli interventi, entra con grinta e voglia di dimostrare alla sua cotta che oltre a tantissima dolcezza è dotato anche di mascolinità. INNAMORATO

Staff (poco)Tecnico:

Mister PALAZZI 8: Il mister di Predappio porta a casa un altro risultato utilissimo: la terza vittoria consecutiva, per giunta contro la prima in classifica. Chiede ai suoi ragazzi di giocare con il libero e un marcatore (non lo seguiranno), chiede a Moreno F. di giocare come punta (farà il centrocampista), tutto questo è segno che ha le idee ben chiare. Tra un gin tonic e l’altro ha forgiato i suoi Marrazzo Boys, ora sono una macchina da guerra, cinici e spietati. Dei veri Balilla. Il Mister ha in mano l’Olimpia, l’Olimpia ha sempre in mano un pistone. Gli schemi del Mister sono gli stessi del suo mentore: VITTORIO POZZO

PUGNO 24 KW: Per l’occasione il nostro simpatico amico partecipa alla partita come guardalinee. Era da tanto che sognava di poter aiutare l’Olimpia come guardalinee. Finalmente viene accontentato. Guardandolo bene però, il nostro guardalinee, ha un fisico che assomiglia a un boiler, una pancetta sospetta che lo fanno tanto assomigliare a GIOVA

CHECCO 5: il dolore lo assale da qualche giorno, esattamente da venerdì, non si conosce ancora l'origine del dolore, in particolare se il male è nato prima o dopo le 21:00, orario di classici ritrovi alcoligni. Dalle modene, paese di Darwin, si presenta lo stesso, ripescato dalle difeze not convocated. Si gode la panchina, tra il suo mister preferito e i zocatori pronti a dar man forte. Il voto rispecchia la sua smorfia. Per lui il numero racchiude i poteri da lui espressi in campo: fallo, cartellino giallo, cartellino rosso, incazzo, strafottenza. Ma dove e come inserire la sua più importante caratteristica: la polemicona. 6

 

13/11/2009

Rubrica della settimana

 

IL "FATTO" DELLA SETTIMANA

a cura di Pepito Sbazzeguti

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Grappi da Umbertide: sorridente ma scazzato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nome: Grappi

Cognome: Bonini

Età: Da settore giovanile

Soprannome: El stomaco, Saudati, Polly pocket, Brad Pitt del Secchia

Appartenenza politica: Guelfo

Religione: Eretico, Telenova

Segni particolari: Fa parte dell'apparato digerente di Bonimba, soffre di una particolare allergia all'aria che si manifesta solo sulle mani, ha ampie tasche, imbottiglia, viene dalla dinastia dei Diego da Roteglia, a differenza del cugino non salta un allenamento.

Hobbies: Digerire, tenere le mani in tasca, imbottigliare, stappare, giocare a calcio con le mani in tasca, smollare la pita, imprecare su ogni cosa che viene fatta da altri nel raggio di due metri da lui, odiare.

Sport: insultare tutti, lamentarsi, mandare a quel paese tutti e tutti, calcio tascabile.

Livello d’istruzione: Diplomato presso l’Istituto Odio di Tito P.

Litiga con: Margeri, Mucci, tutti gli altri.

Va d'accordo con: gli animali, gli oggetti.

Odia: tutti.

Vuole bene: a nessuno.

Chi sopporta un pochino: Tito, Claudio.

Non conosce il significato delle parole: amore, carità, pazienza, bontà.

Nazionalità: Australiano.

Regione preferita: Umbria.

Piatto preferito: fonduta al ponte.

Libro preferito: “ Non spaccatemi le balle”,I grandi tascabili Scorbutici, Roteglia, 2000.


Nato a Umbertide nel 1188; come Eva nacque da una costola di Adamo, lui fu generato dallo stomaco di Bonimba. Conobbe Francesco d'Assisi attorno al 1200 nella guerra tra la propria fazione e quella di Assisi. Da lui imparò l'amore verso il prossimo e l'imitazione del verso del barbagianni. Ma la cosa che più lo lasciò sbalordito era il “traduttore” che utilizzava il santo per comunicare con i volatili: un canguro che aveva imparato il modo di dialogare con gli uccelli. Voleva diventare come lui, lo ammirava per quella che era la sua persona. Chiese a San Francesco come avrebbe potuto fare per comunicare con gli uccelli, e la risposta fu che anche lui doveva procurarsi un canguro. Il ragazzino si convinse subito di ciò e partì per l'Australia per procurarsi uno di questi traduttori. Si imbarcò su una zattera da lui costruita. Non considerò nemmeno l'ipotesi di affrontare tempeste e difficoltà di ogni genere in mare. Partì. Era troppo importante possedere un canguro traduttore. Il viaggio lungo giorni e giorni lo vide scazzatissimo. Era agitato, le sue mani avrebbero voluto strangolare qualcuno, continuava a batterle nervosamente contro l'albero dell'imbarcazione per gran parte del tempo, dato lo stato d'animo incazzatissimo. Fu un viaggio lungo e straziante...ma arrivò.

Dopo 3 mesi, e dopo aver fatto 3 volte il giro del globo sbarcò in Australia. Davanti a lui una spiaggia sconfinata e un deserto senza orizzonte. Ad un primo impatto si convinse di aver scoperto una terra inesplorata, ed era già pronto a fissare i cartelli “Ameriga” che si era portato da casa, poi un secondo sguardo più attento lo convinse che qualcuno doveva già aver messo piede su quella terra lontana. In effetti un canguro stava dando indicazioni a un passante. Rimase sbalordito e, scazzato, gettò via i suoi cartelli con un senso di rabbia enorme che gli faceva prudere ancora di più le mani, al punto che cominciò a prendere a pugni la terra. Quella che poteva essere la sua scoperta, invece era già abitata e per giunta da canguri traduttori. Ma d'altronde lui per quello era lì, per i canguri traduttori... Si avvicinò così all'animale, e con aria scazzata provò a proferirgli parola: “Ooh!” . Il canguro rispose: “Ha bisogno signor paffutello?” - “Si vorrei una informazione canguretto” - “Chiedimi quello che vuoi ragazzo scazzato”... dopo quegli appellativi El stomaco iniziò a scroccarsi le nocche come in segno di sfida e prese a pugni il canguro ma dopo ciò le mani gli prudevano ancora. Voleva finirlo, già lo odiava, ma si ricordò della sua missione. Prese per la zampa il canguro e lo mise in piedi. Una scrollata e uno sguardo agli occhi dell'animale. Nessun segno, ma la paura attraversava il volto dell'animale. A questo punto lo aveva in pugno. Avrebbe voluto finirlo per l'appellativo rivoltogli, ma prevalse il buonsenso: “Cangurogno tu mi potresti aiutare” - “Va bene, ma non picchiarmi” - “Ho bisogno di un traduttore, e so che tu mi potresti aiutare” - “Cosa posso fare?” - “Ti devo portare con me, mi devi fare da traduttore con gli animali” - “E per quale motivo?” - “Così divento famoso e vado da Mario de Filibbi in TV, anche lei parla con gli animali.” - “Mai - rispose il canguro, allontanandosi di qualche metro per paura – mi devi pagare caro, non abbandono la mia terra per niente”.

A quel punto El stomaco non si sprecò nelle offerte, partendo da alcune monete d'oro, fino a 10, 20, 30 monete, ma niente da fare, il canguro non cedeva. E lui si arrabbiava, sarebbe arrivato allo scontro di nuovo; si scaldava ulteriormente quelle mani che non voleva tenere ferme. Allora pensieroso fissò l'animale scorrendo lo sguardo sul suo corpo per capire cosa potesse convincerlo ad accettare. Non gli venne in mente niente. Non aveva altro che monete da offrire. Continuava a fissarlo. Pensieroso. A un certo punto un sussulto improvviso:

“Ma... - disse notando una stranezza in lui - dimmi a cosa serve quella sacca che porti davanti, non ne ho mai vista una”

“Vedi, questo è il marsupio, io qui ci tengo i cuccioli, è una cosa che mi ha dato la natura”

“Ma non avevo mai visto una cosa simile”

“Beh, per forza, tu sei un uomo, non so come possa venire utile a te questo marsupio”

Su questa frase El stomaco ebbe la geniale idea... “Beh in realtà non ho più bisogno di un traduttore, Maria de Filibbi poi non mi è troppo simpatica, credo che mi lancerò su un'attività molto più redditizia anche in termini di fama/e”. Si rimise in viaggio sulla sua zattera lasciando perdere il canguro. Tornato in Italia, sullo spunto del marsupio del canguro, si lanciò sul mercato tessile e inventò i pantaloni con le tasche, di cui non poté più fare a meno, non tanto per la comodità del capo d'abbigliamento, ma per quelle indispensabili sacche per mani. Finalmente le sue immancabili tasche, che gli permisero una volta per tutte di frenare l'istinto omicida di quelle mani che sempre gli prudevano. Da quel giorno non tolse le mani dalle tasche nemmeno per un secondo, neanche per lavarsele, continuò comunque a essere scazzato.

Fino al giorno d'oggi i suoi prodotti sono famosi in tutto il mondo e tuttora realizzati nelle più svariate forme. Vennero commercializzati anche dalla mafia in America nello scorso secolo ad opera del boss Al ClaOdione che trasse profitto da questa scoperta di El Stomaco.


La frase: ”…Ma che due maroni…” (con le mani in tasca)

 

12/11/2009

P - Day

...tra oggi e domani il destino del ponte...

09/11/2009

Campagna di sensibilizzazione olimpica

 
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06/11/2009

Rubrica della settimana

IL "FATTO" DELLA SETTIMANA

a cura di Pepito Sbazzeguti

 

 

Al ClaOdione.jpg

 

 

 

 

 

 

 

Al ClaOdione, ai tempi in cui viveva in America.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nome: Al

 

 

Cognome: ClaOdione

 

 

Residente a: New York - Wall Street

 

 

Nato a: New York

 

 

Età: 110

 

Soprannome: Odio

 

Religione: Borsa

 

Segni particolari: microcriminale, porta extension ai capelli per ciuffi anteriori, indossa il “segno del divano del ponte” sulla schiena, fisico scolpito, uomo d’affari, romantico, all'antica, sosia di Sylvester Stallone.

 

Hobbies: microcriminalità, ping pong, gang bang, sollevamento divani.

 

Sport: ping pong, gang bang, microcriminalità, gioco d'azzardo, azionista.

 

Soffre di: Astinenza forzata da ponte, strana forma di ubiquità, soffre di un ribollimento ormonale che lo porta a sostituire parte del cervello con liquido seminale soprattutto nella stagione calda.

 

Medicinale spesso utilizzato: Mioduro.

 

Odia: Tutti. In particolare: la sua strana forma di Ubiquità, Bombetta, qualche ragazza di una certa ala politica nel suo paese, i seni piccoli, i fianchi troppo perfetti nelle donne, il provincialismo.

 

Superpotere: E’ il Piero Angela della gnocca.

 

Amici: Tito, Coach, un pochino Grappi.

 

Nemici: Franpesco, Bonimba, Franpesco, Pugno, Franpesco, la donna padana, Franpesco, strana ragazza rotegliese, sicuramente Franpesco.

 

Quotidiano: Financial times, il sole 24 ore, Macho Man.

 

Sito preferito: www.Gnoccatravel.org

 

Libro preferito: Pratiche di Vampirismo Vol.4: Come fendere leggermente il collo di una signorina formosa, Edizioni Sperma al cervello, 1920.

 

 Curiosità:

Nel 2005 è stato eletto “Man of the Year” di Roteglia.

- Nel 2001 ha acquistato all’asta di Christie's i pettorali di Arnold Schwarzenegger, che tutt’ora sfoggia.

- Dal 2002 Fa parte della Justice League, con Batman, Superman, Flash e Lanterna Verde. Il suo nome è Biceps of Steel.

- Tra i sui protetti nonostante sia nemico della Justice League incredibilmente c’è anche ” Scrounger Elf”.

 

 

A 6 anni come tutti i ragazzi inizia le scuole elementari, convinto di poter un giorno amare tutte le persone che si trova al fianco. E’ un bambino caritatevole, buono, tranquillo, dall’animo gentile e garbato. Ama il prossimo, si diletta a raccogliere margherite. Aiuta i compagni presi di mira dai bulletti mentre le Domeniche le passa in chiesa e al circolo parrocchiale a predicare il verbo di Cristo. E’ il più grande amico di tutti, finchè non incontra il male che lo devierà e lo trasformerà per sempre. Il Male fatto in persona si presenta sotto forma di androgino, né uomo né donna. Diventa suo compagno di banco alle elementari e alle medie suo compagno di giochi. E’ la scintilla che lo cambierà. Questo incontro provocherà dentro di lui tantissimo odio. Da questo momento smette di raccogliere margherite, di essere gentile, di essere caritatevole e di essere tranquillo. Si dimentica del detto  ”pace e amore” che tanto aveva seguito. Ora odia odia odia. Questo Male in personificato lo perseguiterà per tutta la vita, ancora oggi spesso è costretto ad affrontarlo e combatterlo.

Crescendo il suo odio aumenta a dismisura, però inizia ad apprezzare alcune cose del paesello (in realtà molte poche). Nota che quando si allontana dal paesino e dai confini italici gli succede sempre la stessa cosa: ha un ribollimento ormonale che lo porta a sostituire l’80% della massa cerebrale con liquido seminale. In questi frangenti cessa di ragionare, torna allo stadio primordiale, adotta pratiche di vampirismo. La bestia che è in lui lo porta a desiderare di riprodursi con ogni soggetto femminile di qualunque fattezza fisica. Per questo studia chimica per cercare di risolvere la sua malattia. Passeggiando incazzato per il paesello si accorge che solo una persona non lo trasforma in bestia da riproduzione, la persona è: il “Male bolscevico” proprio quella che aveva provocato in lui odio. Si chiude in laboratorio e dopo innumerevoli esperimenti trova l’antidoto al suo problema. Non è questa la sede più indicata per enunciare al mondo il nome dell’antidoto, troppe leggi sulla privacy e sul copyright lo negano, diremo solo che Claodio, utilizzerà questo siero per abbassare il liquido seminale nel cervello.

A questo punto ClOdio decide di trasferirsi a Chicago, deve controllare se in un ambiente diverso il siero dà lo stesso effetto, oppure è solo una questione di “passerum endemicum”. E in effetti l'antidoto anche in America fa effetto, ma con un piccolo problema, l'effetto opposto. Come al suo paesello gli smorzava tutti gli eccitamenti di ogni tipo e abbassava il livello di ormoni, nelle Amerighe l'effetto è assolutamente opposto: ormoni a mille, durello in continuazione, occhi pallati, fotta incredibile.

Quindi il famoso siero ha solo la caratteristica di accentuare lo stato ormonale corrente, che nella sua America è assai alto. Decide quindi di brevettare e commercializzare tale prodotto, ma tra mille peripezie burocratiche viene bloccato in partenza nel suo progetto, troppo scomodo agli occhi dei produttori di viagra, che vedono in lui un concorrente spietato. Bene, claOdio, da ora, decide di rimboccarsi le maniche, e ricordandosi di un paio di suoi amici siciliani, ne chiede la collaborazione e comincia una fervida attività di sottobanco. Dal suo garages nasce una rete di traffico prima localizzata nel suo paese, e in poco tempo sviluppatasi a livello internazionale. Qui Al ClaOdione camuffò il suo garages in un negozio di acconciature per soli ciuffi. La copertura lo portò ad essere tranquillo nello svolgere la sua attività, addirittura ebbe a che fare con personalità importanti in ambienti istituzionali, fino addirittura a far provare il prodotto al presidente degli stati uniti (primo episodio di sexy-gate, lui stesso testò il livello ormonale del presidente sotto la scrivania).

A questo punto ci sono da bilanciare i conti e gli ormoni, e solo una cosa può far si che entrambe le cose siano tenute sotto controllo: LA BORSA.

Le azioni salgono, gli ormoni scendono, wall street, donne, alcol, proibizionismo, ciuffi. Un ritmo di vita forsennato, insostenibile. Anche la sua rete di commercio illegale sta rischiando di dargli alla testa, un giro troppo grande, nella sua testa non c'è più spazio per troppi pensieri legati a questioni di denaro. Inoltre l’F.B.I. inizia a indagare su di lui e sul suo stretto collaboratore Von O’Sarracino.

L’F.B.I. ha in mano prove concrete che lo incastrerebbero. Sempre più alle strette con la giustizia e i ritmi di vita forsennati Al ClauOdione prende una decisione. Si mette in contatto con O’Coach un vecchio amico napoletano con il quale aveva collaborato per l’esportazione illegale di ciuffi nel meridione. Questi gli dice che in fondo a Roddeia si trova bene, vive sotto falso nome e conduce una vita semplice e tranquilla. Al ClaudiOne decide così di tornare alle origini. Lascia l’America, il panciotto, il gessato grigio, il cappello Borsalino, l’orologio a cipolla, l’arma Chicago Piano e tutti gli indumenti in perfetto stile anni’20 per tornare ad essere semplicemente ClaOdio.

L’impatto con il paese natale non è dei migliori, torna a soffrire dell’antica malattia ma qui, il suo antidoto funziona.  Soffre di provincialismo, di sederi troppo gonfi e di fanciulle che se la tirano senza motivo. Questo non è più il suo ambiente, lui che ha girato il mondo, lui che è stato il nemico numero dell’F.B.I., lui che ha fatto del suo ciuffo uno stile di vita. Così su quell’ermo colle dove si sofferma a rimirare, i suoi pensieri scorrono  malinconicamente ai tempi che furono dedicandosi a una vita tranquilla fatta di ozio al Ponte. Di tanto in tanto continua a comprare azioni in Borsa, ormai è riuscito a soffocare la sua indole di assatanato ed ha quasi perso interesse per le sottane delle ragazze anche se la sua voglia di riproduzione si risveglia quando esce dal territorio emiliano. Fortunatamente a Roteglia non è solo, ritrova oltre a O’Coach (che ormai si è tranquillizzato rispetto allo stile di vita che conduceva prima) e Tito meglio conosciuto come Von O’Sarracino. Con lui stringerà un patto inossidabile. Un alleanza forte basata sul reciproco odio verso tutti e tutti.

Agli inizi del nuovo millennio si allea con Batman, Robin Fisichella, Superman, Lanterna Verde e si iscrive alla Justice League. La sua presenza a questa alleanza non è dettata dal desiderio di difendere i deboli ma dalla legale possibilità di bastonare e sfogare il suo odio su altri. L’odio continua così a perseguitarlo, il ragazzino felice e sereno che era non tornerà mai più. La colpa è solo del “Male Bolscevico”.

Se lo incontrate in giro non rivolgetegli la parola, non scambiate i suoi sorrisi per cordialità, lui vi odia e vi disprezza. State attenti signori, molto attenti!!

 

 

  

LA FRASE: “…io le faccio un taglietto nel collo…voglio succhiarle il sangue”

 

  

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